Un flacone a forma di torso, nero, con la testa mozzata: già l'oggetto in sé dice "non sono per tutti". Ma è quello che c'è dentro a fare davvero la differenza, ed è più cattivo e più goloso di quanto il nome "Extreme" lasci immaginare.
Bad Boy, il primo, era già un signor profumo. Questa versione Extreme prende quella base e la carica: più legno, più spezia, più dolcezza scura. Il risultato è un accordo legnoso-speziato-dolce che non assomiglia a niente di rassicurante — e infatti non deve.
Si parte con salvia e zenzero: non un'apertura fresca e agrumata come ti aspetteresti da tanti maschili, ma una scintilla piccante e aromatica che scalda subito la pelle invece di rinfrescarla. Dopo qualche minuto arriva il cuore, ed è qui che il profumo mostra la sua carta migliore: vetiver terroso che si intreccia con la fava di cacao, non zuccherata come un dolce ma amara e tostata, come una tavoletta di cioccolato fondente lasciata sciogliere lentamente. Nel fondo, fava tonka e patchouli chiudono il cerchio con un calore avvolgente, quasi resinoso, che resta sulla pelle per ore.
Non è un profumo timido, quindi non fa per chi cerca qualcosa di discreto da ufficio. È perfetto per chi vuole un olfattivo che lasci il segno: una serata importante, un appuntamento, un contesto dove vuoi essere ricordato. Funziona alla grande in autunno e inverno, quando il freddo esalta la parte legnosa e dolce invece di disperderla nell'aria come farebbe il caldo estivo.
Qui la parola d'ordine è moderazione, nonostante il nome dica il contrario. Bastano due spruzzi: uno sul petto, uno sull'incavo del gomito o sul polso interno, mai sfregato. La fava di cacao e la tonka hanno una persistenza lunga, quindi applicarlo troppo abbondante rischia di diventare stordente in ambienti chiusi. Il consiglio da esperto: spruzzalo un'oretta prima di uscire, non subito prima. Il vetiver e il patchouli hanno bisogno di tempo per amalgamarsi con la pelle, e la versione che senti dopo sessanta minuti è molto più equilibrata di quella a freddo, quando lo zenzero domina ancora la scena. Sulla maglia di lana o sul cappotto invece tienilo leggero: i tessuti pesanti trattengono il legno e la dolcezza del cacao molto più a lungo della pelle, e il giorno dopo lo ritroveresti ancora lì, intatto.
Un ultimo dettaglio pratico: se lo indossi con una sciarpa di lana, spruzzane pochissimo anche lì. È un trucco che pochi conoscono, ma con note calde e legnose come queste funziona meglio di qualsiasi fissativo.
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