Un ramo di pino appena tagliato, la buccia di un pompelmo schiacciata tra le mani e sotto, a fare da base, un pezzo di legno di sandalo lasciato al sole. Roma Uomo di Laura Biagiotti parte da qui, e non si smentisce mai lungo tutta la sua evoluzione: è un profumo legnoso fino al midollo, con un cuore fruttato e agrumato che lo rende meno austero di quanto sembri sulla carta.
La testa è un colpo secco di galbano e basilico, verde e quasi amaro, addolcito subito dal pompelmo e dal bergamotto. Non è l'apertura frizzante e leggera a cui sei abituato con gli agrumi classici: qui c'è più corpo, più terra sotto le scarpe. Poi arriva il cuore, e la cosa si fa interessante: pino e ginepro continuano il discorso legnoso, mentre gelsomino ed eliotropio infilano dentro una vena floreale morbida, quasi inaspettata in un profumo così maschile e resinoso. Il fondo chiude con sandalo, patchouli, benzoino e cedro: caldo, balsamico, con quella resina che ti resta addosso come l'odore di una chiesa antica o di un mobile di legno buono.
Roma Uomo non cerca di essere il profumo dell'anno. È nato in un'epoca in cui i maschili non avevano paura di essere legnosi e balsamici senza scuse, e questo si sente ancora oggi. Non è un profumo urlato, ma nemmeno timido: la componente balsamica del benzoino e la resina del cedro gli danno una profondità che i fougère moderni spesso non hanno più. Se cerchi qualcosa che sappia di legno vero e non di legno sintetico spruzzato per sembrare elegante, qui lo trovi.
Due spruzzi bastano e avanzano: uno sul collo, uno sul petto, mai troppo vicino al naso perché il galbano in apertura può risultare intenso se applicato in eccesso. Lascialo asciugare sulla pelle per qualche minuto prima di vestirti, perché la parte agrumata ha bisogno di un attimo per calmarsi e lasciare spazio al cuore floreale-legnoso. È perfetto nelle mezze stagioni, autunno e inizio primavera soprattutto, quando le temperature non sono troppo alte e la resina di fondo può respirare senza diventare pesante. Di giorno funziona in ufficio o per un aperitivo, ma dà il meglio di sé nelle ore serali, quando il patchouli e il benzoino hanno tempo di sedimentarsi sulla pelle.
Non è per chi cerca un profumo pulito e da doccia. È per chi ha già in guardaroba qualche agrumato easy e vuole qualcosa con più struttura, per chi ama i maschili anni '90 costruiti bene e per chi non ha problemi a farsi notare con un tratto legnoso deciso. Su una giacca di lana o un maglione invernale, la persistenza balsamica del fondo si aggrappa ai tessuti in un modo che gli spray leggeri non riescono nemmeno a sognare.
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