Una scogliera battuta dal vento, il sale che si deposita sulla pelle, e sotto tutto questo il tronco di un albero scavato dall'acqua salmastra. Non è una cartolina turistica: è esattamente la sensazione che 1988 di Rosendo Mateu prova a mettere in bottiglia, dentro la linea Olfactive Expressions dove ogni numero racconta un ricordo preciso invece di inseguire una moda.
Il nome non è un vezzo: il marchio lavora per capitoli autobiografici, e questo è uno di quelli in cui il legno non resta mai chiuso in una stanza. Prende aria, si bagna, si asciuga al sole.
L'accordo dominante qui è legnoso, netto e riconoscibile fin dalle prime spruzzate, ma non è il classico legno caldo da salotto. È un legno che convive con note ozoniche, acqua di mare e una sfumatura salata che lo rendono quasi tattile, come se avessi appena toccato uno scoglio bagnato. In apertura arrivano agrumi e note fresh a fare da apripista, un accordo clean che pulisce l'aria prima di lasciare spazio al cuore marino. Poi, in fondo, il legno torna protagonista insieme a spezie sottili e muschio bianco, che smorza tutto e lo rende morbido sulla pelle.
Nella prima mezz'ora domina la parte acquosa e salina, quasi frizzante. Con il passare del tempo il legno prende il sopravvento e si scalda leggermente grazie alle spezie, mentre il muschio bianco arriva silenzioso a fare da base e a garantire una scia pulita fino a sera. È uno di quei profumi che non urlano mai, ma restano lì, presenti senza essere invadenti.
Qui la componente salmastra e legnosa suggerisce un uso preciso: va benissimo su pelle appena uscita dalla doccia, ancora leggermente umida, perché l'accordo marino si esalta con l'umidità naturale della cute. Due spruzzi bastano, uno sul collo e uno sull'interno dei polsi, senza strofinare: lascialo asciugare all'aria per far emergere prima la parte fresca e poi quella legnosa. È perfetto in primavera e inizio estate, soprattutto in giornate di vento o vicino al mare, ma tiene bene anche nelle sere autunnali più mild grazie al fondo speziato. Un consiglio da chi lo prova spesso: evita di sovrapporlo a creme corpo troppo dolci o vanigliate, rischi di coprire proprio la parte salina che lo rende speciale.
È adatto a chi cerca un legnoso diverso dal solito, meno ambrato e più minerale, e a chi ama i profumi che raccontano un luogo preciso invece di un'idea astratta di lusso. Va bene sia per lui che per lei, senza distinzioni: la struttura è abbastanza equilibrata da non schierarsi mai da una parte sola.
Un profumo che sa di roccia bagnata più che di legno da falegnameria: se cerchi qualcosa fuori dal coro, qui trovi terreno buono.
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