Una tazzina di caffè lasciata a raffreddare su un tavolo di marmo, con accanto un ramo di erbe appena spezzate e, sul fondo, la terra umida di un bosco. Questo è il primo pensiero che viene in mente annusando Born in Roma Green Stravaganza, l'Eau de Toilette che Valentino ha pensato per chi il classico bergamotto-e-legno lo trova un po' troppo scontato.
Qui il gioco cambia registro. L'accordo dominante è aromatico, netto, quasi tagliente, e si costruisce partendo dal bergamotto calabrese: non un agrume qualsiasi, ma quello coltivato in una delle zone più vocate al mondo, con quella punta amara e verde che lo rende diverso dai soliti agrumi da profumo. Le note verdi in apertura rincarano la dose, dando una sensazione erbacea che si allontana subito dal fresco leggero per virare su qualcosa di più deciso, quasi selvatico.
Ed è qui che Born in Roma Green Stravaganza diventa un signor profumo: al centro c'è il caffè. Non zuccherato, non gourmand nel senso stucchevole del termine, ma tostato e amaro, che si fonde con l'anima aromatica del bergamotto creando un contrasto continuo tra agrume e torrefazione. È una scelta coraggiosa, di quelle che o le ami o le lasci, ma che funziona proprio perché non cerca di piacere a tutti.
Il vetiver haitiano arriva a chiudere il cerchio con la sua anima terrosa e radicata, quella tipica delle erbe che vengono estirpate insieme alla terra che le nutre. È il fondo che dà struttura a tutto il resto, tenendo insieme l'agrume acceso e il caffè tostato senza mai appesantire la composizione. Il risultato è un profumo che si muove, che cambia faccia dalla prima ora alla terza, restando comunque riconoscibile: aromatico dalla testa alla coda, mai piatto.
Con un'apertura così aromatica e un cuore di caffè così presente, questo non è un profumo da spruzzare a caso su tutto il corpo. Due erogazioni bastano: una sul collo, appena sotto la mandibola, e una sul polso interno, dove il calore della pelle farà emergere prima il bergamotto e poi, con più calma, il caffè e il vetiver. Evita di strofinare i polsi tra loro, altrimenti bruci le molecole più volatili del bergamotto e perdi l'apertura che è il vero punto di forza di questa fragranza. Va benissimo nelle mezze stagioni, quando l'aria è ancora un po' frizzante ma non gelida: in autunno accompagna bene un maglione di lana, in primavera si sposa con una giacca leggera. Di giorno funziona in ufficio o in un aperitivo importante, di sera regge benissimo anche senza bisogno di rispruzzare, perché il vetiver tiene la scena per parecchie ore.
Se ami i profumi che raccontano subito chi sei, senza troppi fronzoli dolci o eccessivamente legnosi, Born in Roma Green Stravaganza è da provare alla cieca. È perfetto per chi lavora in ambienti creativi, per chi ama il caffè vero e per chi vuole un aromatico che non passi inosservato ma nemmeno gridi troppo forte.
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